L’Impronta: Rosita Celentano e l’arte della felicità
Al Teatro FOCE di Lugano prende vita "L'Impronta", un ciclo di conversazioni pubbliche che indaga quale segno lascia ogni individuo nel proprio percorso di vita. Gli incontri accolgono voci diverse provenienti dal mondo della cultura, della scienza e del pensiero, in un formato che privilegia il dialogo e l'ascolto. Ce ne parla Rosita Celentano, ideatrice e conduttrice de L’Impronta.
La videointervista completa è disponibile qui. È la numero 69 del nostro vodcast
Rosita, come nasce "L'Impronta" e cosa significa per te?
“Nasce dal fatto che guardando la televisione mi accorgevo che tutte le volte che c'era un ospite gli si chiedeva sempre "che progetti hai?", "come vedi il tuo futuro?", "che cosa ti aspetti?", e non ci si soffermava mai su che cosa lasciavano dietro. Siccome noi lasciamo un'impronta, che lo vogliamo o no, che ne siamo coscienti oppure no, allora mi son detta: perché non prendere coscienza di questo? Che ogni nostra azione lascia dietro di noi qualcosa, un'impronta. E sta a noi decidere se lasciare una bella impronta oppure no”.
Ma secondo te, quando inizio a lasciare un'impronta?
“Dal momento in cui, secondo me, veniamo concepiti. Forse qualcuno direbbe anche prima... I buddisti dicono che siamo noi a decidere la famiglia dove nascere, per esempio. Quindi forse anche prima. Noi lasciamo un'impronta emotiva, lasciamo un'impronta reale di quello che ci lasciamo dietro, le cose che usiamo e gettiamo, tutto quello che buttiamo alle spalle è un'impronta. Come la nostra impronta digitale, ed è unica. E quindi io credo che valga la pena decidere che impronta lasciare nel presente. Perché è con le azioni presenti che noi facciamo la differenza”.
Il formato è quello del dialogo e dell'ascolto. E allora ti chiedo: quanto è importante al giorno d'oggi fermarsi e ascoltare?
“Oggi è fondamentale più che mai perché si va troppo di corsa. Bisogna veramente stare fermi, ascoltare, ma ascoltare anche il silenzio, che è la parte più importante di un discorso, dicevano i nativi americani pellerossa. E quindi saper ascoltare e decidere di sentire le cose giuste e di farle proprie”.
Ospiti voci molto diverse tra di loro, che variano dal mondo della scienza al mondo della cultura... ma cosa succede quando mondi così diversi si incontrano?
“La prima cosa è che scopri che c'è collegamento fra tutto, non c'è separazione. Non c'è separazione fra l'aspetto spirituale e quello scientifico. Anzi, c'è molta più connessione di quello che si pensi. Io dico sempre che facciamo tutti parte di uno stesso quadro. C'è connessione fra tutto. Se tu pensi che se allontani due atomi e li porti a distanza di centinaia di chilometri, quello che fa uno, se si gira uno, si gira anche l'altro, veramente a migliaia di chilometri, questo dovrebbe far molto riflettere. Le balene comunicano da un oceano all'altro, riescono a comunicare. E quindi non c'è separazione delle mie azioni qui in questo momento con te dalla parte opposta della Terra”.
Hai già avuto degli incontri, Rosita... nei primi incontri c'è qualcosa che ti ha colpita particolarmente?
“Io ho una lista di 90 nomi per adesso, che aumenta ogni giorno di più, perché sono persone che io seguo da anni, chi più chi meno, qualcuno l'ho conosciuto più di recente. E a me hanno cambiato la vita, cioè quando io comprendevo quello che mi raccontavano, a seconda della loro professionalità, mi si aprivano finestre sul mondo meravigliose. Dicevo "ma davvero è così? Davvero poi è così semplice?". La vita e la felicità sono molto più semplici di quello che si creda. E fondamentalmente io con "L'Impronta" vorrei raccontare alle persone che si può essere felici eternamente, 24 ore su 24, mentre se tu ascolti in giro tutti ti dicono "ci si deve accontentare di sprazzi di felicità". Non è vero. Si può essere felici 24 ore su 24, bisogna volerlo. Questo non è che ti evita di soffrire, di aver paura, di essere preoccupato, ma dai a quelle altre emozioni, più impegnative, un senso più nobile. Io credo, come dicono i taoisti, che ci succede quello che ci serve. E le cose più difficili sono i nostri maestri più importanti. Io ho iniziato a ringraziare le difficoltà. All'inizio facevo molta fatica eh, era più facile un vaffa... liberatorio, però scopri che è proprio attraverso i momenti difficili che noi impariamo e possiamo migliorare e facciamo una crescita evolutiva, interiore ed emotiva molto importante”.
Sentirti parlare mi dà speranza, ed è terapeutico, quindi sicuramente vale la pena assistere a queste impronte che stai organizzando. Tra l'altro il pubblico partecipa?
“Sì, ma non sai quanto. Con mia grande sorpresa, alla fine noi chiediamo se vogliono fare delle domande, o dare delle risposte. Abbiamo avuto delle risposte emozionanti. Una signora ci ha fatto un disegno lì per lì, e ci ha scritto una frase... e alcuni hanno ringraziato, per esempio Massimo Citro. Io porto soluzioni attraverso le persone competenti, perché io sono un megafono col mio cognome, con la mia popolarità, col mio cercare di essere sempre coerente in difesa dei diritti animali e dell'ambiente, do voce a persone veramente competenti. E quindi ti do le soluzioni. Ti dico "stiamo vivendo in questo momento, la difficoltà è questa, ma le soluzioni sono queste. Sta a te decidere". È ovvio che tutto comporta un minimo di cambiamento, di sacrificio, all'inizio. Però dipende se tu vuoi veramente decidere di essere felice nella tua vita. La felicità è contagiosa, ti porta a influenzare nel bene gli altri, è benefica per l'ambiente, per tutto, se ci pensi”.
Che impronta vuoi lasciare a Lugano, al Teatro Foce?
“Voglio lasciare un'impronta nella vita in generale, ovunque vado, di tutto quello che stiamo discutendo anche con te adesso. Cerco nel mio piccolo di essere il più etica e il più rispettosa degli esseri viventi, di ogni forma di vita, perché tutto respira, i pellerossa dicevano "il respiro delle pietre". Nulla è fermo in questo mondo, tutto ha una vibrazione, e se tutto, anche un oggetto che sembra fermo, ha un colore, ha una vibrazione, vuol dire che c'è vita lì. E quindi in questo scambio noi possiamo diventare persone migliori e creare un mondo meraviglioso. Questa è l'impronta che io voglio lasciare e mi impegnerò sempre di più ogni giorno a lasciarla il più luminosa possibile”.
Ti ascolterei ancora per ore, ma purtroppo abbiamo solo pochi minuti a disposizione. Ci vediamo al Teatro Foce?
“Lunedì 6 aprile ci sono Monia Caramma e Daniela Lucangeli. Daniela Lucangeli è una psicoterapeuta infantile meravigliosa. Monia Caramma in Svizzera è conosciuta perché parla di alimentazione nel senso più biologico possibile, di come saper mangiar bene e far star bene il nostro organismo”.
Soprattutto è utile ricevere le informazioni da persone neutrali in generale, no? Questo è proprio il segreto.
“Esatto. Perché loro non si riempiono le tasche, cioè loro convincendoti a uno stile di vita diverso non guadagnano niente, se non lasciare un'impronta dietro se stessi meravigliosa”.