Due mostre a Villa dei Cedri

Villa dei Cedri a Bellinzona ospita fino al 2 agosto due mostre parallele sull'arte contemporanea svizzera. Zilla Leutenegger firma con "Casa mia" un intervento site-specific sulle trasformazioni dello spazio domestico. Alex Hanimann, con "Human Nature", riflette sul paesaggio e sulla memoria dei luoghi. Ce ne parla Carole Haensler, direttrice del Museo Villa dei Cedri.

La videointervista completa è disponibile qui. È la numero 74 del nostro vodcast.

Carole, parliamo di due mostre, di due artisti svizzeri, due modi di raccontare il nostro rapporto con gli spazi che abitiamo. Ma perché avete scelto di mettere queste due mostre assieme?

Carole Haensler: “Perché rappresentano due aspetti fondamentali dell'identità del Museo Villa dei Cedri. Da un lato abbiamo la casa, perché, comunque, chiunque arriva a Villa dei Cedri si ritrova confrontato con questa villa, e volevamo riflettere su cosa significa oggi abitare una villa, sia per un museo, sia come nel nostro quotidiano. Cos'è la casa, il concetto di casa. Perché i musei vogliono anche essere delle case per le opere d'arte, ma anche per il pubblico. E dall'altro lato Alex Hanimann ci parla di natura. È stato un fil rouge che abbiamo sviluppato, sul quale ci siamo concentrati negli ultimi 6-7 anni, anche rivalorizzando il parco storico di Villa dei Cedri. Dunque sono veramente le due facce del Museo Villa dei Cedri”.

Parlando di "Casa mia", che idea di casa racconta?

Carole Haensler:L'idea era di confrontare... perché abbiamo già fatto delle mostre che raccontavano la storia di Villa dei Cedri, ma a inizio Novecento. Dunque la proposta di Zilla Leutenegger è di portarci negli anni '50, una donna che abiterebbe questa casa, e cosa avrebbe come mobilio e come sarebbero anche cambiati un po' i modi di abitare questi spazi nei confronti della storia che conosciamo. E dunque anche il percorso ci confronta con come è pensata la villa, come è stata creata e la funzione di ogni stanza, e poi la risposta dell'artista Zilla Leutenegger”.

Ma cosa si prova entrando nella mostra di Zilla Leutenegger?

Carole Haensler: “La reazione del pubblico è spesso prima sorpresa, perché arriviamo molto presto confrontati con un'opera d'arte, soprattutto in uno spazio dove non possiamo entrare, non siamo ancora abituati a vedere un'opera d'arte, e siamo subito anche nell'intimità di questa donna di casa perché siamo nel suo bagno. E dunque destabilizza magari un po', ma è un modo di accogliere e di dire "benvenuti, siete qui a casa vostra", continuiamo a fare questo percorso insieme”.

Parlando ancora di casa: la casa è ancora un rifugio o è diventata un luogo un pochino più fragile, più instabile?

Carole Haensler:È una buona domanda, è una buona domanda di società, non di arte. Diciamo che la casa è diventata magari più pubblica perché i social media, anche il modo di far vedere gli appartamenti, le case, comunque rimane una forma magari di status symbol o di esporre la propria intimità, però espone anche una vulnerabilità per la quale non siamo sempre pronti. Èanche un modo di mettere in discussione, di riflettere sul nostro rapporto con l'intimità di casa e come costruire il nostro essere e vivere a casa. E magari troviamo la risposta anche visitando proprio la mostra, potrebbe essere un'idea”.

Parliamo invece di "Human Nature". In questa esposizione il paesaggio non è solo natura, ma memoria, traccia umana e identità. Che sguardo propone Hanimann?

Carole Haensler:Diciamo che principalmente è un po' lo sguardo, dovrei dire, del viaggiatore. Nel nostro mondo, e soprattutto in Ticino dove parliamo della "Città Ticino", movimenti, macchine sì, ma anche treno, bus; dunque è il mondo visto attraverso questo filtro qui. E poi c’è la sfida a dire "ma dove siamo?". E alcuni paesaggi sono della Cina e accanto c’è un paesaggio del Sud dell'Italia, e uno si dice "no, no, è la stessa cosa, siamo sempre in Europa". Dunque cosa fa la differenza del paesaggio? Sono alcuni spunti, alcune riflessioni di Alex Hanimann”.

Perché vale la pena visitare queste mostre entro il 2 agosto 2026?

Carole Haensler: “Da un lato lasciarsi ancora sorprendere da quello che possiamo vedere nei musei, dall'altro ci sono anche vari eventi che sono occasione di confrontarsi con queste riflessioni, ma anche di magari prendere un po' di tempo nella natura, nel parco di Villa dei Cedri.”

Info: https://www.museovilladeicedri.ch/

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