Coro Calincantus a Locarno

Il Coro Calicantus di Locarno, fondato nel 1993 dal maestro Mario Fontana, è una scuola di canto corale che forma 150 giovani dai 4 ai 18 anni. Dal 24 al 27 aprile ospita "Ponte del Canto", rassegna internazionale di voci bianche con il coro ceco Severáček di Liberec, con concerti ad Ascona e Faido. Ce ne parla Mario Fontana, direttore del Coro Calicantus.

La videointervista completa è disponibile qui. È la numero 72 del nostro vodcast

Direttore, che cos'è oggi il Coro Calicantus e cosa rappresenta per i ragazzi?

Il Coro Calicantus è una scuola di canto con una serie di gruppi differenti. In quasi 35 anni ha sviluppato una vocalità, un repertorio; eseguiamo prime esecuzioni, collaboriamo con artisti di fama internazionale, con l'Orchestra della Svizzera Italiana e quant'altro. E per i ragazzi rappresenta un momento di incontro importante, un momento dove i giovani creano musica dal nulla. Con il tempo, con la pazienza, con la tecnica vocale vanno ad affinare queste qualità per dare vita a questo miracolo che è la musica. Ed è sicuramente un luogo, un'isola dove si sentono bene, dove sono accettati reciprocamente”.

Ha accennato, appunto, alle età diverse. Infatti parliamo di età molto diverse perché voi lavorate con ragazzi dai 4 ai 18 anni. Cosa significa gestirli?

“La scuola di canto è suddivisa in vari gruppi, quindi a seconda dell'età si cresce, poi ci si affina, si impara ad amare la musica, ad impegnarsi, si impara il gusto dell'impegno. E poi nel coro principale, quello che fa le tournée, i concerti, anche lì abbiamo età tra i 13 e i 18 anni. I più giovani ricevono un esempio dai grandi, i più grandi imparano anche a ricordarsi di chi erano e a portare loro un po' l'esperienza. Quindi gestire tutto ciò, posso dirlo, lo si fa grazie proprio alla musica. È una qualità veramente importante che si sviluppa perché si lavora insieme su un unico obiettivo”.

Una qualità preziosissima, assolutamente. Ma al di là della musica, cosa dà il canto corale a un bambino o a un adolescente?

Il canto ci permette di contattare la nostra interiorità. E in questo incontro naturale, anche inconsapevole, che si svolge nel canto, ognuno è portato ad avvicinarsi, appunto, a se stesso, a conoscersi e a scoprire delle facoltà, non tanto quelle tecniche, ma proprio quelle espressive, perché il canto veicola quello che noi siamo.

Sta arrivando "Ponte del Canto". Cambiamo pagina: dal 24 al 27 aprile, giusto? Che cosa succederà?

“Calicantus da 31 anni ha creato "Ponte del Canto", cioè invitiamo in Ticino cori da tutto il mondo. Dai Baltici al Sudafrica, e poi Armenia, Estonia, Brasile. E in questi scambi culturali c'è il vivo del nostro lavoro, c'è l'incontro di culture diverse. "Ponte del Canto" è un concetto dell'UNESCO e fa parte dei programmi di sviluppo della pace. In questo incontro i giovani si preparano su un repertorio comune. Quindi anche in questa occasione a Locarno, il coro Severáček si prepara su un certo repertorio, e pure noi. Poi ci faremo i concerti. Ci sarà in primis l'ospitalità nelle nostre famiglie di questi ragazzi, quindi ogni famiglia ha preso uno, due, tre coristi. Faremo delle prove in comune, si mangerà e si faranno anche delle visite culturali nella regione. Il primo concerto ad Ascona sarà sabato 25 aprile, mentre domenica 26 saremo a Chiggiogna, nella chiesa Santa Maria Assunta, un concerto che sarà anche registrato dalla RSI”.

Ecco direttore, da questi concerti il pubblico cosa si può aspettare?

“Il pubblico che conosce Calicantus, diciamo, sa cosa aspettarsi: la gioventù e il loro impegno nel dare vita a della bellezza, alla bellezza di cui abbiamo tanto bisogno. Al di là delle sonorità, al di là dei compositori che verranno eseguiti, vedranno proprio questo incontro, vedranno, spero, la luce negli occhi di questi giovani che si dedicano con questa passione a dar vita, appunto, a un emblema di quella che è la società che tutti noi, insomma, auspichiamo: una società armoniosa”.

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