Airolo tutto l'anno: la montagna di Deborah Scanzio

Deborah Scanzio, atleta olimpica di freestyle cresciuta sulle nevi di Airolo-Pesciüm, racconta il comprensorio ai piedi del Gottardo tra sci, sentieri estivi e il nuovo centro nazionale freestyle.

La videointervista completa è disponibile qui. È la numero 63 del nostro vodcast

Deborah, Airolo è casa tua. Che legame hai con questo territorio?

"Ci sono nata e cresciuta. Ho passato tutta la mia vita lì: prima giocando con gli sci su quella montagna, poi allenandomi e adesso ci lavoro. È un posto speciale per me".

 

In inverno, Pesciüm offre molto più dello sci tradizionale.

"Uno sci a 360 gradi. Le piste sono ciò per cui è più conosciuto, ma è anche una meta per i freerider quando le condizioni lo permettono. E sta diventando sempre più un centro di riferimento per il freestyle, sicuramente in Svizzera, per moguls e aerials. Poi ci sono diversi percorsi per le passeggiate invernali, segnalati anche su Svizzera Mobile e per la maggior parte fattibili con i bambini.".

 

Poi d’estate Airolo cambia volto?

"Invito a scoprire l'estate, perché chi non l'ha mai vista senza neve la trova sempre molto particolare. È una meta sempre più frequentata dai biker: la cabina invita a salire e divertirsi scendendo. Ci sono anche la strada degli alpi e il sentiero verso il Tremorgio. Pesciüm, che noi definiamo una terrazza, si raggiunge in cinque minuti: dai 1’000 metri di Airolo ai 1’800, con un panorama completamente diverso. Quando c'è la canicola, in pochissimo tempo sei al fresco.".

 

Airolo ha dato i natali a grandi campionesse.

"Sì, Doris De Agostini e Michela Figini, a cui sono state dedicate due piste: sono loro ad aver portato il nome di Airolo nel mondo. Poi Katrin Müller con lo ski cross. Lo sci alpino è ancora molto presente ed è una stazione che si presta per far crescere futuri campioni".

 

Tu hai chiuso la carriera proprio qui.

"Ho avuto la fortuna di terminare la carriera ad Airolo, davanti ad amici e familiari. Adesso seguo il centro nazionale freestyle, che ha preso vita quando ero ancora atleta. Organizziamo mondiali junior, mi occupo dell'organizzazione delle gare. Alcuni bambini che allenavo hanno fatto in questi giorni le prime gare di Coppa Europa.".

 

Se qualcuno non conoscesse ancora Airolo, da dove cominciare?

“Dalla vista. Salire a Pesciüm e guardare il Gottardo, in qualsiasi stagione. È una cosa che mi emoziona tutti i giorni, e la vedo sempre. Quando la vedi per la prima volta, vale la pena.”

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